Fino ad alcuni anni fa l’ecografia dell’addome si limitava a dare informazioni solo su fegato, colecisti, milza reni e pancreas e si riteneva che l’intestino non potesse essere considerato oggetto di studio con questa metodica di indagine. Negli ultimi anni, con l’acquisita esperienza di operatori dedicati e per la sempre maggiore performance degli apparecchi, si è visto che è possibile utilizzare l’ecografia anche per diagnosticare anche alcune patologie intestinali. A tal proposito l’ecografia addominale può essere molto utile in caso di sintomi che orientino per diagnosi di appendicite acuta, mentre in condizioni di normalità l’appendice non può essere facilmente visualizzata con l’ecografia.

Recentemente nell’articolo “Diagnostic performance of US for differentiating perforated from non-perforated pediatric appendicitis: a prospective cohort study-La performance diagnostica degli ultrasuoni nel differenziare l’appendicite perforata rispetto a quella non perforata: uno studio di coorte prospettico”- Carpenter et al.-Radiology 2017; 282 (3): 835-841 gli Autori hanno pubblicato i risultati di uno studio che valutasse la possibilità dell‘ecografia nel fare diagnosi differenziale fra appendicite perforata e non perforata in pazienti al di sotto di 18 anni di età. Da luglio 2013 a luglio 2014 sono state esaminate prospettivamente da un operatore esperto tutte le ecografie eseguite in caso di sospetta appendicite. Gli autori hanno strutturato il referto mediante questo sistema di punteggio: 1.reperti normali; 2.appendice non completamente visualizzata; 3.appendice non visualizzata; 4.reperti equivoci; 5a.appendicite acuta non perforata; 5b. appendicite acuta perforata.
Con un’analisi multivariata sono stati correlati con la perforazione 7 segni ecografici: diametro massimo dell’appendice, spessore parietale, perdita degli strati parietali, iperemia, infiammazione del tessuto adiposo periviscerale, versamento peri-appendicolare, appendicoliti.

I risultati sono stati poi controllati con l’intervento chirurgico ed il successivo decorso del paziente. In base ai risultati gli Autori hanno concluso che l’ecografia è molto sensibile nel diagnosticare correttamente l’appendicite acuta in oltre il 99 % dei pazienti (573 su 577). Invece nella diagnosi di appendicite perforata l’ecografia ha dimostrato minore sensibilità, ossia del 44% ma alta specificità, del 93,1%. L’appendicite perforata era maggiormente sospettabile in caso di lunga durata dei sintomi, in presenza di fluido corpuscolato periviscerale, maggior diametro dell’appendice ed appendicolita.

In conclusione in questo studio si è dimostrato che l’ecografia può essere in grado di fornire corretta diagnosi di appendicite acuta perforata in età infantile, qualora identifichi certi parametri (ha quindi elevata specificità) ma non sempre è possibile identificare i reperti descritti (ha quindi scarsa sensibilità). Gli Autori sottolineano anche che i segni ecografici più frequentemente associati a perforazione appendicolare non devono essere considerati isolatamente ma insieme al contesto clinico-anamnestico e laboratoristico.

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