Correre potrebbe aiutare il cuore a restare giovane: sarebbe, infatti, sufficiente un allenamento di 30 minuti per rallentare l’invecchiamento delle cellule cardiache. Lo sostiene un’indagine pubblicata sulla rivista Experimental Physiology dai ricercatori dell’Università del Maryland di College Park (Stati Uniti). Secondo gli esperti, la corsa sarebbe in grado di prevenire l’accorciamento dei telomeri, le cui dimensioni sono considerate un indicatore dell’età biologica delle persone.

I telomeri sono molecole situate nelle estremità dei cromosomi, che servono a proteggere dalla perdita del Dna durante la divisione cellulare. Le loro dimensioni rappresentano un indice della longevità di una persona, perché diminuiscono con il passare degli anni. Di conseguenza, se la loro lunghezza resta intatta, l’organismo rimane giovane.

Durante la ricerca, gli autori hanno verificato l’effetto della corsa sulle cellule cardiache di due gruppi di topi giovani, sani e di sesso femminile. La scelta di condurre l’esperimento sulle topoline era dovuta alla loro maggiore propensione a correre rispetto ai maschi. All’inizio dello studio, gli scienziati hanno insegnato ad alcuni esemplari a correre su un tapis roulant, mentre hanno fatto restare gli altri all’interno della loro gabbia. Successivamente, hanno lasciato tutti i roditori a riposo per alcuni giorni, per fare in modo che l’organismo di quelli che avevano corso perdesse ogni condizionamento aerobico.

Infine, gli esperti hanno fatto correre di nuovo le topoline sul tapis roulant per 30 minuti a media velocità –  un allenamento progettato per simulare un moderato esercizio fisico nelle persone -, lasciando il gruppo di controllo nella gabbia. Al termine della mezz’ora di esercizio, hanno prelevato alcuni campioni di tessuto cardiaco dagli esemplari che avevano corso e da quelli rimasti inattivi. L’analisi ha evidenziato che l’attività della telomerasi, l’enzima che protegge i telomeri, risultava più elevata nei roditori che avevano effettuato la corsa. Inoltre, è emerso che l’allenamento aveva stimolato i processi di riparazione del Dna delle cellule del cuore, che contribuiscono a mantenere giovane l’organo cardiaco.

CategoryCardiologia

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